Libro vs e-book

Da alcuni anni le mie letture (di lavoro o di piacere) si dividono tra libro cartaceo e digitale. Dal 2010 uso infatti un vecchio kindle keyboard per leggere libri digitali (e-book), alternandoli ai classici testi cartacei.  Dal 2014 ho affiancato all’e-reader un comodo tablet fire che permette la lettura notturna, senza disturbare la partner, essendo retroilluminato.

Dopo un iniziale periodo quasi completamente digitale sono tornato però a ripensare le mie scelte, non tanto per problemi legati al supporto di lettura, quanto per le forti limitazioni nella libertà di condividere il libro digitale.

Come ricorda infatti il buon Paolo Attivissimo nel suo recente promemoriai vostri libri digitali non sono vostri“, una delle maggiori negatività nell’uso di un e-book è legata proprio alla difficoltà di poterlo prestare, come siamo abituati a fare con un libro.
E se, con un po’ di “fantasia creativa” è possibile aggirare gli eventuali lucchetti digitali imposti ai testi elettronici dagli editori, il problema legale resta. Di un testo cartaceo noi siamo infatti proprietari, di uno digitale no e le regole che accettiamo “comprando” in un qualsiasi bookstore escludono esplicitamente la possibilità di prestare un e-book.

Ora non discuto sulle comodità di leggere ed avere a disposizione un testo in digitale: dall’acquisirlo in qualsiasi momento della giornata allo spazio risparmiato in casa, dalla portatilità del lettore alle infinite possibilità di ricerca nel testo e (forse un po’ meno) di annotazione dello stesso, alla facilità di lettura.
Anche se alcuni automatismi legati al supporto cartaceo vengono meno ed ancora non sono stati elaborati equivalenti digitali altrettanto naturali (penso ad esempio alla conoscenza immediata del punto di lettura nel libro cartaceo ed alle annotazioni, ancora poco naturali), è indubbio che la lettura in digitale compensi ampiamente i suoi punti di debolezza rispetto al libro cartaceo, in special modo per i cosiddetti “nativi digitali” che difficilmente prenderebbero in mano un classico libro.

Per quanto riguarda l’ebook nella scuola devo invece ammettere che sto seriamente rivedendo le mie posizioni, in quanto l’aspetto etico (la non prestabilità del testo) in ambiente didattico prevale su tutte le altre facilities, almeno a mio avviso.
Sto tornando quindi al cartaceo per tutti quei testi che dovrò poi passare ai miei studenti visto che, nonostante le numerose anticipazioni, neanche amazon si decide a rendere finalmente prestabili (con la tecnica dell’indisponibilità del volume: se lo presto, diventa non accessibile sul mio dispositivo per il periodo del prestito) gli ebook.

Peccato, perché le potenzialità della lettura digitale (specialmente per i giovani) sono notevoli.

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